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Mostra fotografica
“Il Mare, luogo di frontiera”


Nel periodo della dominazione di Roma il Mediterraneo era il Mare Nostrum. Nei secoli seguenti diventa il luogo di collisione di civiltà contemporaneamente legate da reti di contatti commerciali e culturali. Civiltà che sembrano cercarsi e che rivedono somiglianze specchiate sul mare “terra di confine”. Così scopriamo che le coste italiane sono intrise “d’Oriente” e scopriamo semplicemente che questa frontiera non è altro che una sottilissima lingua di confine.
Una frontiera che diventa ogni giorno più sottile e debole, che genera politiche “securitarie”, individuando il nemico in chi la oltrepassa, alimentando l’irrazionale paura verso l’altro, il migrante, il diverso. Dimenticando altresì che le società europee sono diventate di fatto multiculturali, multietniche e plurireligiose.
La mostra, perciò, vuole essere un momento di riflessione artistica e culturale di un processo difficile, in cui non solo il “Mare Nostrum” ma tutti gli specchi d’acqua del mondo sono osservati come luoghi di partenze, come porte verso una nuova vita, come luoghi di viaggi senza certezze e approdi.
Con questi presupposti si è inteso invitare gli artisti a mostrare le loro “visioni” sul concetto di “mare come margine tra terre messe a confronto”; a proporre immagini che guardano verso l’esterno, oltre i limiti delle frontiere e dei linguaggi. Le immagini dei luoghi del mare, visti come avamposti interculturali, utili a congiungere popoli, storia e cultura.